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Konference

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Il contributo intende focalizzare l’attenzione sul villaggio di Sagno, che gode di una singolare posizione geografica, attestata sin dall’Alto Medioevo. Infatti, l’insediamento è situato in valle di Muggio a 700 metri di altitudine, ma dal profilo socio-economico orientato verso il lago di Como. All’interno della comunità che nei primi anni del Settecento conta 31 fuochi, predominanti sono tre casati attorno cui gravitano, a diverso titolo, altre famiglie del posto e altre che attraverso unioni matrimoniali o alleanze di bottega convergono nel loro emisfero. Si tratta dei Chiesa, Fontana e Spinelli, di cui sono sopravvissute, anche se in modo frammentario, le carte di famiglia, complementari alla documentazione reperita negli archivi notarili e parrocchiali. Dette famiglie, come molti altri loro compatrioti, per secoli, durante l’età moderna, sono operative quasi esclusivamente a Bologna e nel suo hinterland. A Bologna vivono in comunità, condividono le interrelazioni fra casa e cantieri (proprietà, crediti, legami parentali) e appartengono alla stessa confraternita. Un legame molto forte che comincia a sfrangiarsi nella seconda metà del XVIII secolo, quando cambiano le opportunità di lavoro. In un primo tempo i network sembrano concentrarsi in San Pietroburgo, dove queste famiglie, in particolare i Chiesa, che non abbandoneranno mai del tutto le professioni legate all’edilizia, sviluppano anche attività commerciali complementari. Ma sarà soprattutto la Francia, la nuova terra di adozione di alcuni rami dei casati Fontana e Spinelli dove, dopo un modesto avvio incentrato sullo smercio di chincaglierie comprendenti anche strumenti ottici, sul filone della tradizione comasca deibarometti, costruiranno le loro fortune in qualità di ottici e orefici.